Archivio per 4 Maggio 2008

L’albero degli amici

Esistono persone nella nostra vita che ci rendono felici anche solo per il fatto di aver incrociato il nostro cammino, alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molti giorni passare, a ltri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.

Pensa ad un albero … Pensa alle sue foglie, ciascuna foglia di un albero potrebbe rappresentare uno dei nostri amici. Le prime che nascono sono il nostro amico papà e la nostra amica mamma, che ci mostrano cos’è la vita. Dopo vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo, o dovremmo dividere, il nostro spazio affinchè possano crescere come noi, o quasi … conosciamo poi tutta la famiglia delle foglie (i parenti) che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.

Il destino ci presenta anche altri amici, alcuni che non avremmo mai immaginato o desiderato, alcuni li chiamiamo migliori amici, amici del cuore, amici veri, sono speciali, sono sinceri, sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felice e cosa no. A volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo amore, dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, ci dà tutto il possibile, a volte anche l’impossibile. Infine come dimenticare gli amici distanti, che non vediamo da tanto o frequentiamo poco, quelli che stanno sulle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono tra una foglia e l’altra. Comunque,sia che siano amici del cuore o anche amici normali, magari frequentati per poco, ce ne sono tanti o ce ne sono stati che ci fanno star bene e sorridere per tutto il tempo che stiamo con loro.

Le stagioni però passano, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e purtroppo perdiamo alcune delle nostre foglie, altre ricresceranno la primavera successiva. Quello che alla fine ci lascia felice è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono i ricordi dei momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, salute, pace, amore, fortuna. Oggi e sempre, semplicemente perchè ogni persona che passa nella nostra vita è unica, sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che non prendono molto ma non ci sarà mai chi non lascia niente.

Paul Montes

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In sottofondo: “Un Nuovo Amico” - Riccardo Cocciante

Errori

La vita è come una serie di cerchi concentrici. Ognuno fa errori, e spesso non impara da essi. Passa il tempo, e ripete sempre lo stesso errore, e molte volte non si accorge neanche che quello è un errore. Altre persone semplicemente non hanno la forza o la voglia di capirlo, non vogliono cambiare, e camminano pertanto su un singolo cerchio. La gente che tenta di cambiare, che tenta di imparare dai propri errori, è gente che vale: è gente rara. Chi lavora su se stesso, per cercare di non ripetere gli stessi errori, per cercare di migliorare, non rimane mai nello stesso cerchio: finito di percorrere il perimetro di uno, salta su un’altro. Poichè i cerchi sono concentrici, essi non si incontrano mai: più si migliora, più si matura, più si entra in un cerchio più ristretto. La gente che sa fare questo salto, è quella che sa vivere la propria vita. Eventualmente arriverà a trovare il centro, e la vita si fermerà, ma almeno non ha sempre girato e rigirato per lo stesso perimetro migliaia di volte, senza mai veramente capire il come ed il perchè. Queste persone hanno fatto del proprio tempo una cosa preziosa, hanno dato alla propria vita un significato, hanno esplorato nuovi perimetri, nuove difficoltà, e non si sono mai arrese …

… io di errori ne ho fatti tanti, e tanti ancora ne farò. Difetti non me ne mancano. C’è molto che io posso fare. C’è molto che io posso imparare. C’è molto che io posso migliorare. E io ho intenzione di esplorare e di non arrendermi mai.

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A volte capita di non capire bene tutto quello che succede si comincia a camminare verso mete sconosciute dove il sole tende spesso a tramontare. Ed è a quel punto che rifletto sulle cose, sulle parole dette male che feriscono le persone più vicine che per te vorrebbero soltanto il bene. Ed è a quel punto che cammino e non mi fermo cercando di combattere il mio orgoglio convinto che tornare sui miei passi a volte forse è giusto, a volte.

Scusa, forse è tardi, ma vorrei parlare un pò con te forse ero un pò nervoso, ma se sono qui è perchè vorrei solo chiedere scusa e spiegarti che tu per me sei speciale e non posso fare a meno delle tue parole.

A volte sembra che son forte e che non c’è niente che mi abbatte, altre invece preferisco non guardare avanti per paura che tu non ci sia. Ed è qui che scopro di essere un debole, un fragile, un inventore di poesie che scrive solo per nascondersi dalle verità più crude di una vita fatta di follie.

Ho sbagliato tante volte ma son sempre riuscito a tornare sui miei passi per parlare, per cercare di recuperare perché un errore non è affatto il sinonimo di una fine scusa ancora se sto parlando, continuo solo perché sto male.

Modà – Inverno a primavera

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In sottofondo: “Gabriel (I can Fly)” – Lamb


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