Difficile trovare al giorno d’oggi qualcuno che non abbia la paura di crescere e di assumersi delle responsabilità. I “dotti accademici” etichettano tale stato con la classica parolina: “Sindrome di Peter Pan”, giusta se si tratta di una patologia, ma completamente errata se si riferisce ad un disagio. La favola di Piter Pan, la favola del bambino che non voleva crescere, nei giusti limiti, è in realtà un aspetto costruttivo di noi stessi: avere quel pizzico di bambino in noi ci da la possibilità di rimetterci in gioco, di osare e di apprezzare di più ciò che abbiamo o che abbiamo perso. Da bambini quante erano le cose che ci entusiasmavano e che ora guardiamo con distacco e freddezza? Quante volte da bambini aspettavamo con ansia le feste paesane, le merende con gli amici, i fuochi d’artificio, la prima neve, il natale? E adesso? Rimanere giovani dentro è indispensabile tanto quanto essere consapevoli delle proprie azioni: vivere con un pò dell’uno e un pò dell’altro è sicuramente il miglio modo per vivere la vita.
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Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’è.
Forse questo ti sembrerà un strano, ma la ragione ti ha un po’ preso la mano. Ed ora sei quasi convinto che non può esistere un’isola che non c’è.
E a pensarci, che pazzia, è una favola, è solo fantasia e chi è saggio, chi è maturo lo sa: non può esistere nella realtà!
Son d’accordo con voi, non esiste una terra dove non ci son santi né eroi e se non ci son ladri, e se non c’è mai la guerra, forse è proprio l’isola che non c’è … che non c’è.
E non è un’invenzione e neanche un gioco di parole se ci credi ti basta perché poi la strada la trovi da te.
Son d’accordo con voi, niente ladri e gendarmi, ma che razza di isola è? Niente odio e violenza , né soldati, né armi, forse è proprio l’isola che non c’è … che non c’è.
Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è! E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!
Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sè ad un’altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, fissa quell’istante magico nell’eterno. Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.
Nel tuo abbraccio, io abbraccio ciò che esiste
Pablo Neruda
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In sottofondo: “Eppure Sentire (Un Senso di Te)” - Elisa
Esistono persone nella nostra vita che ci rendono felici anche solo per il fatto di aver incrociato il nostro cammino, alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molti giorni passare, a ltri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.
Pensa ad un albero … Pensa alle sue foglie, ciascuna foglia di un albero potrebbe rappresentare uno dei nostri amici. Le prime che nascono sono il nostro amico papà e la nostra amica mamma, che ci mostrano cos’è la vita. Dopo vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo, o dovremmo dividere, il nostro spazio affinchè possano crescere come noi, o quasi … conosciamo poi tutta la famiglia delle foglie (i parenti) che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Il destino ci presenta anche altri amici, alcuni che non avremmo mai immaginato o desiderato, alcuni li chiamiamo migliori amici, amici del cuore, amici veri, sono speciali, sono sinceri, sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felice e cosa no. A volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo amore, dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, ci dà tutto il possibile, a volte anche l’impossibile. Infine come dimenticare gli amici distanti, che non vediamo da tanto o frequentiamo poco, quelli che stanno sulle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono tra una foglia e l’altra. Comunque,sia che siano amici del cuore o anche amici normali, magari frequentati per poco, ce ne sono tanti o ce ne sono stati che ci fanno star bene e sorridere per tutto il tempo che stiamo con loro.
Le stagioni però passano, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e purtroppo perdiamo alcune delle nostre foglie, altre ricresceranno la primavera successiva. Quello che alla fine ci lascia felice è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono i ricordi dei momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, salute, pace, amore, fortuna. Oggi e sempre, semplicemente perchè ogni persona che passa nella nostra vita è unica, sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che non prendono molto ma non ci sarà mai chi non lascia niente.
Paul Montes
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In sottofondo: “Un Nuovo Amico” - Riccardo Cocciante
La vita è come una serie di cerchi concentrici. Ognuno fa errori, e spesso non impara da essi. Passa il tempo, e ripete sempre lo stesso errore, e molte volte non si accorge neanche che quello è un errore. Altre persone semplicemente non hanno la forza o la voglia di capirlo, non vogliono cambiare, e camminano pertanto su un singolo cerchio. La gente che tenta di cambiare, che tenta di imparare dai propri errori, è gente che vale: è gente rara. Chi lavora su se stesso, per cercare di non ripetere gli stessi errori, per cercare di migliorare, non rimane mai nello stesso cerchio: finito di percorrere il perimetro di uno, salta su un’altro. Poichè i cerchi sono concentrici, essi non si incontrano mai: più si migliora, più si matura, più si entra in un cerchio più ristretto. La gente che sa fare questo salto, è quella che sa vivere la propria vita. Eventualmente arriverà a trovare il centro, e la vita si fermerà, ma almeno non ha sempre girato e rigirato per lo stesso perimetro migliaia di volte, senza mai veramente capire il come ed il perchè. Queste persone hanno fatto del proprio tempo una cosa preziosa, hanno dato alla propria vita un significato, hanno esplorato nuovi perimetri, nuove difficoltà, e non si sono mai arrese …
… io di errori ne ho fatti tanti, e tanti ancora ne farò. Difetti non me ne mancano. C’è molto che io posso fare. C’è molto che io posso imparare. C’è molto che io posso migliorare. E io ho intenzione di esplorare e di non arrendermi mai.
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A volte capita di non capire bene tutto quello che succede si comincia a camminare verso mete sconosciute dove il sole tende spesso a tramontare. Ed è a quel punto che rifletto sulle cose, sulle parole dette male che feriscono le persone più vicine che per te vorrebbero soltanto il bene. Ed è a quel punto che cammino e non mi fermo cercando di combattere il mio orgoglio convinto che tornare sui miei passi a volte forse è giusto, a volte.
Scusa, forse è tardi, ma vorrei parlare un pò con te forse ero un pò nervoso, ma se sono qui è perchè vorrei solo chiedere scusa e spiegarti che tu per me sei speciale e non posso fare a meno delle tue parole.
A volte sembra che son forte e che non c’è niente che mi abbatte, altre invece preferisco non guardare avanti per paura che tu non ci sia. Ed è qui che scopro di essere un debole, un fragile, un inventore di poesie che scrive solo per nascondersi dalle verità più crude di una vita fatta di follie.
Ho sbagliato tante volte ma son sempre riuscito a tornare sui miei passi per parlare, per cercare di recuperare perché un errore non è affatto il sinonimo di una fine scusa ancora se sto parlando, continuo solo perché sto male.
Molti sono i quesiti che si innescano perseverando di giorno in giorno nella mia mente: una matassa che ha bisogno di essere sciolta, ma senza fretta altrimenti il risultato che se ne ha è un’infinità di nodi. Ho passato molto, troppo tempo lontana da tutte le possibilità che avevo di inchiodare su un “foglio” i miei pensieri e non chiedetemi perchè non l’ho fatto. Probabilmente la confusione era talmente tanta e i pensieri talmente veloci da non poter essere tradotti in parole. Non che ora non lo siano, ma mi sento pronto ad affrontare a piccoli passi e ad uno ad uno quelli che sono i miei pensieri attuali.
Ho chiuso delle porte dietro di me … non le ho chiuse a chiave, la vita non prevede che si possano chiudere a chiave o sigillare. Porte che restano disponibili, apribili ed alcune addirittura socchiuse, da cui filtra la luce del passato che spesso acceca o illumina il presento ed il futuro. E’ proprio il passato che ci tende la mano ad essere la guida dei nostri passi presenti, un passato che ci fa riflettere, ci consiglia e soprattutto ci insegna: chi siamo e come siamo sono solo la conseguenza del nostro modo di vivere il passato … come siamo veramente … lo sappiamo solo noi
Io non vivo nè nel mio passato, nè nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente, ed è il presente che mi interessa. Se riuscirò a mantenermi sempre nel presente, sarò un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.
Paulo Coelho ————————————
In sottofondo: “Come sei Veramente” - Giovanni Allevi
A voi tutti visitatori di passaggio su queste pagine, vi regalo un sorriso che vi terrà compagnia e se avrete paura vi farà coraggio, perchè un sorriso è come il sole del mattino, illumina la strada e riscalda il cuore.
Donare un sorriso rende felice il cuore. Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno è così ricco da poterne far a meno nè così povero da non poterlo donare. Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno tangibile di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina. E se poi incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo: nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo.